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CONVEGNO AICC CUNEO – 2019 PRIMAVERA – IL SENSO DELLA STORIA

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LA NOTTE DEL CLASSICO 2019 – LICEO BECCARIA DI MONDOVI’

LA NOTTE DEL CLASSICO 2019 A MONDOVÍ:

UN SUCCESSO OLTRE LE ATTESE,

UN BEL MOMENTO DI GIOCO E DI ENTUSIASMO.

PRIMA FOTO NOTTE DEL CLASSICO 2019.JPG

Un alveare in piena attività: questa era l’atmosfera dei corridoi del Liceo Vasco-Beccaria-Govone di Mondovì (CN) venerdì scorso, 11 gennaio, in occasione della V Edizione di un’iniziativa a livello nazionale che sta velocemente prendendo piede su tutto il territorio italiano, arrivando ad estendersi quest’anno a ben 433 licei: la Notte Bianca dei Licei Classici.

Nell’orario concordato, fra le 18:00 e le 22:00, le porte del Liceo si sono spalancate per accogliere chiunque fosse interessato a partecipare a questo evento che vede esibirsi i ragazzi dell’indirizzo classico, che possono così dar prova della loro creatività.

In quanto alunne di Terza Liceo (quella che una volta era la Prima Liceo Classico, dopo i due anni di Ginnasio), avendo visto la lunga preparazione da dietro le quinte, abbiamo potuto osservare quanta cura e quanto zelo ci sono voluti per dar vita a un vero e proprio “successo”. Non fraintendeteci, non è un’affermazione spocchiosa: per “successo” intendiamo il coronamento evidente di tanti sforzi e di tanto impegno, premiato da una grandissima affluenza di pubblico e da scroscianti e lunghi applausi per ogni iniziativa proposta.

Tutto ha avuto inizio con l’omaggio al grande Aristofane (di cui quest’anno abbiamo anche visto una splendida rappresentazione de Le rane al Teatro Stabile di Genova, proposta da Ficara e Picone) con la parabasi de La pace.

QUARTA FOTO NOTTE DEL CLASSICO 2019.JPG

A seguire i Tableaux Vivant, consistenti nella riproduzione di quadri da parte di persone, cioè studenti,  in carne ed ossa: i nostri insegnati  ci hanno aiutato molto con la fornitura del materiale necessario e, svuotando un po’ molte case,  siamo riusciti a mettere in scena L’ultima Cena di Leonardo da Vinci, l’Autoritratto di Van Gogh e quello di Frida Kalo, la Morte di Marat e tanti altri famosi quadri. Il metodo scelto stava non nello scegliere prima i quadri ma, basandosi sulle fisionomie degli alunni, nell’individuare prima l’alunna/o più adatta/o per una certa opera.

Ha poi avuto inizio un’altra attività, La notte nei classici,  che si inseriva perfettamente nell’atmosfera generale. Consisteva nella proposta  di testi tutti accumunati dal tema della “notte”.

Ogni brano veniva letto, commentato e, contemporaneamente, anche abbinato a un brano musicale. Omero e Massenet, Alcmane e Schumann, Virgilio e Puccini per terminare con “Spunta la luna dal monte” di Pierangelo Bertoli e i Tazenda, quest’ultima proposta “live” da chitarra e voce: due nostri compagni bravissimi, che hanno riscosso un grande successo personale, tanto da dover concedere il bis.

SECONDA FOTO NOTTE DEL CLASSICO 2019.JPG

Nella stessa aula prendeva vita uno dibattito filosofico un po’ insolito: d’altronde, quante volte siamo stati travolti dal vortice dei discorsi tenuti nello scompartimento di un treno?

Ecco, proprio al nostro Liceo, l’11 gennaio, è partito un treno senza una precisa destinazione, se non la riflessione generale su temi come la stregoneria, la logica, la scienza, la morale e il relativismo.

Spostandoci in un’altra parte della scuola, ecco che, al contrario di quanto sia il pensiero comune (di solito ci si immagina ragazzi del Classico in toga con pergamena e Rocci sotto braccio), nel Laboratorio di Fisica, alcuni classicisti ci spiegavano il congresso Solvay, approfondivano la figura di Marie Curie e, un po’ per ridere e un po’ per spiegare con parole – per quanto possibili – semplici, sceneggiavano il dialogo tra Einstein e Bohr.

Non poteva mancare la traduzione, croce e delizia di ogni studente del Classico, proposta su brani più disparati per tema e cronologia. Sebbene il pane quotidiano del nostro Liceo siano le lingue classiche, tra un’attività e l’altra, sono stati i Ted Talks che hanno intrattenuto il pubblico per alcuni minuti ciascuno: argomenti diversissimi, dalle fusa dei gatti all’origine della parola “okay”. Infine, ma non per importanza, anche le Tavole Rotonde sono state molto apprezzate: conferenze che mettevano a confronto il mondo che studiamo e il mondo in cui viviamo su temi come religione, sicurezza, finanza e fake news, con la collaborazione tra studenti ed esperti  dell’ambito specifico di ciascuna Tavola.

Nell’Aula Bruno, l’Aula Magna del Liceo, durante tutta la serata si sono alternate attività diverse. Principale protagonista era la musica e  i ragazzi si sono esibiti in un repertorio vastissimo: da Mozart a David Bowie a Hozier; dal pianoforte alla chitarra classica al beatbox. La Notte si è conclusa con l’Inno a Selene e la lettura, da parte dei ragazzi dell’ultimo anno, del Fragmentum Grenfellianum.

Ringraziamo di cuore il nostro Sindaco, che è stato presente durante tutta la durata dell’evento e che poco tempo fa ha scritto un articolo sui giornali locali, di grande apprezzamento per ciò che ha visto, di ricordi di quando anche lui era tra i banchi del Liceo e di riflessione (profonda e per noi particolarmente gradita) di quanto sia formativo, culturalmente ed esistenzialmente, il quinquennio che si trascorre in queste aule.

TERZA FOTO NOTTE DEL CLASSICO 2019.JPG

Al di là della finalità ludica, l’obiettivo era di valorizzare una scuola di eccellenza  che ha fatto crescere il nostro Paese per tanto tempo (e speriamo ancora possa farlo a lungo!) e che ha la sua forte identità nella cultura antica, ancora oggi il modo migliore  per proiettarsi  nel futuro con consapevolezza critica e solida preparazione.

Chi frequenta il Liceo Classico ha deciso di spegnere nel posacenere la pigrizia e l’indifferenza, incantato dal coupe de foudre dell’incontro con la cultura,  che alimenta quotidianamente la curiosità e rende impossibile annoiarsi. Per noi, oggi, questa non è semplicemente una scuola in cui passare un po’ di tempo, ma sempre più ci fa crescere la passione di conoscere quanto più possibiile di ciò che ha reso l’uomo davvero umano.

 

Lucia Sagnelli e Cecilia Sicca, 3 A Liceo Classico Mondovì (CN)

DALLA STORIA LOCALE ALLA STORIA CON LA “S” MAIUSCOLA: “Il segreto della Madonna Nera”di M.G. Orlandini.

DALLA STORIA LOCALE ALLA STORIA CON LA “S” MAIUSCOLA:

“Il segreto della Madonna Nera”di M.G. Orlandini.

 

Sabato 15 dicembre nell’Aula Polivalente del Comune di Vicoforte davanti ad un folto pubblico  si è svolta un’interessantissima serata con la Prof.ssa Maria Grazia Orlandini, che ha presentato la sua ultima fatica letteraria, “Il segreto della Madonna Nera” (Ed. Araba Fenice). L’Autrice, in dialogo con il Prof. Stefano Casarino, ha raccontato ai presenti  alcuni momenti  di storia locale, che si dipanano in un arco di tempo che copre quasi due secoli e che vede l’interferenza e la contrapposizione, all’interno della Chiesa, tra istanze riformistiche e la restaurazione della Controriforma. Molti gli interrogativi affrontati. La Madonna Nera, custodita nella parrocchia di Montaldo, ha qualche collegamento con la Madonna del Pilone del Santuario di Vicoforte?

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Per quale motivo la statua, come si legge nel romanzo, fu trafugata e nascosta più volte da civili e religiosi di quegli anni? Forse celava qualche particolare potere? A queste domande ha cercato di dare un risposta la Orlandini –appassionata esperta di storia locale, che ha già saputo portare all’attenzione del suo fedele pubblico in diverse altre sue opere–   in un romanzo storico particolarmente attento ai fatti realmente accaduti in quegli anni.

Esemplare è stata l’interpretazione dell’intero testo ad opera del Prof. Casarino. Come sovente succede nelle presentazioni di libri da lui condotte, egli ha la capacità di far emergere e sottolineare, con collegamenti particolarmente ricercati e fondati su elementi tangibili, le peculiarità dell’opera di cui si parla con aspetti e caratteristiche  della società attuale. Non è forse vero che ancora oggi la devozione della figura della madre di Gesù porta alcune persone a credere ad eventuali superstizioni e fatti inspiegabili?

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Oltre alla commistione di sacro e di profano, un altro interessante filone di analisi è stata l’individuazione di tratti comuni tra la figura della Madre di Dio e quella di ancestrali divinità matriarcali, in una più o meno scoperta opera di “cristianizzazione” che certamente vale per molti altri aspetti della cultura classica (si pensi al Natale che eredita la tradizione dei Saturnalia e della festività del Sol Invictus). Di questo e di altri argomenti si è discusso durante la vivace presentazione del libro. Un testo interessante e completo dal punto di vista storico, sociale e religioso. Assolutamente da leggere.

Marco Picco

PRESENTAZIONE DEL LIBRO – 8 ORE – GABRIELE GALLO

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DIVERTIRSI OGGI CON UN COMICO VECCHIO DI DUEMILACINQUECENTO ANNI.

DIVERTIRSI OGGI CON UN COMICO VECCHIO DI DUEMILACINQUECENTO ANNI

La domenica appena trascorsa, quella del 25 novembre, ha offerto occasione a studenti (e loro familiari), ex- alunni e docenti del Liceo Vasco Beccaria Govone di Mondovì (CN) di effettuare un tuffo nel mondo classico, ancora una volta promosso dal Prof. Stefano Casarino, attraverso una delle più coinvolgenti forme di cultura: il teatro. Alle ore dodici, quasi cento persone partivano da Piazza della Repubblica di Mondovì in direzione del Teatro Stabile di Genova, con lʼintenzione di rendere questa giornata un momento di unione, non solo fra studenti di scuole diverse, ma anche fra generazioni più o meno lontane. Lo spettacolo rappresentato questa volta erano “Le rane”, famosa commedia di Aristofane.

La rappresentazione è stata straordinaria: al di là dellʼaspetto paideutico del teatro greco, della sceneggiatura e degli effetti scenici ben strutturati, la compagnia si è rivelata allʼaltezza dellʼimpresa, catapultandoci in una realtà satura di ironia ma al contempo di dignità e serietà, componendo un equilibrio perfetto fra i due aspetti. Lʼazione scenica è stata condotta senza nessuna interruzione per due ore consecutive, facendo sì che la recitazione non venisse in alcun modo spezzata e permettendo agli spettatori di calarsi completamente nel suggestivo ambiente venutosi a creare, tagliando fuori del tutto la realtà del nostro mondo.

Tutto questo per merito dellʼeccellente bravura degli attori, in particolare dei due personaggi protagonisti, Dioniso e il suo servo, rispettivamente impersonati da Salvatore Ficarra e Valentino Picone, che sono stati magnifici nel tessere quest’intrigante trama.  Importante sottolineare la presenza del Coro, i cui intermezzi musicali a dir poco suggestivi sono stati capaci di sospendere la narrazione a intervalli regolari per proiettarci, senza mai risultare eccessivi, in un affascinante mondo parallelo.

Lʼopera è stata allestita in maniera insolita ed interessante sotto molti punti di vista: particolare la scelta di mantenere il testo greco originale, con encomiabile rispetto filologico, attualizzandone garbatamente e brillantemente le battute e i commenti. Ciò ha permesso alla cultura antica di trionfare una volta di più come sostanza palpitante e viva: niente a che vedere con la dottrina morta e fredda che la gente oggi, erroneamente, ritiene sia!

Lucia Sagnelli, 3 A Classico

Liceo Mondovì (CN)

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