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Monthly Archives: febbraio 2014

Borges, nostro complice e compagno

Nella Sala Comunale delle Conferenze di Mondovì giovedì 20 febbraio il Prof. Stefano Casarino ha tenuto una conferenza sul grande poeta e prosatore argentino Jorge Luis Borges (1899-1986), autore certamente poco studiato e poco proposto a scuola.

Le accurate e sapienti parole del relatore hanno fatto comprendere i principali temi della poetica dello scrittore argentino al folto pubblico che gremiva la sala: persone di tutte le età hanno rinunciato ad un bel pomeriggio di sole per condividere l’emozione della lettura e dell’analisi di uno degli autori più significativi del Novecento.

Personaggio originale, dotato di spiccata sensibilità e soprattutto di un’insaziabile passione per la lettura, Borges è stato presentato dall’attuale Papa Francesco I – all’epoca cardinale Bergoglio e suo amico personale – come un uomo molto saggio, molto profondo, che sapeva parlare di tutto senza mai darsi arie. L’immagine che il Pontefice conserva di lui è quella di un uomo che sistema le cose, di un bravo bibliotecario che mette in ordine i libri negli scaffali: mestiere che in effetti svolse a livelli molto alti, fu infatti nel 1955 nominato Direttore della Biblioteca Nazionale di Argentina.

La sua passione per la lettura lo ha reso un letterato cosmopolita, particolarmente dedito allo studio della letteratura inglese, ma anche a quella italiana, della quale amò soprattutto due autori, Ludovico Ariosto e Dante, che commentò con straordinario acume nei suoi Nove saggi danteschi (1982). Dante fu per lui anche motivo ispiratore di alcune poesie: tra tutte spicca Inferno,V,129 (dalla raccolta poetica La cifra, 1981), in cui egli riprende in maniera esplicita lo straordinario episodio di Paolo e Francesca: la lettura e l’analisi di tale testo hanno permesso di comprendere come in questo caso la vera cultura diventi naturalmente, spontaneamente dialogo – a distanza di sei secoli – tra due straordinari personaggi, il fiorentino Dante e l’argentino Borges.

A 56 anni quest’ultimo divenne cieco: tale menomazione, flagello di sei generazioni della sua famiglia, non determinò in lui l’abbandono della scrittura e della lettura, anzi rappresentò un tema ricorrente nella sua produzione, espresso senza vittimismi ed autocompiacimenti ma con serena accettazione.

Dal punto di vista politico si dichiarò sempre un fiero oppositore dei governi, definendosi  un conservatore anarchico: forse questa posizione spiega il mancato conferimento del Premio Nobel.

È forse più facile parlare di Borges in riferimento alla opere in prosa, tuttavia iniziò la propria attività letteraria come poeta.

Vi è in lui un’originalissima concezione  della lettura come qualcosa di vitale ed assolutamente essenziale, occasione di costante scambio di ruolo tra autore e lettore. È questa la tesi che emerge in maniera inequivocabile nel racconto breve La casa di Asterione (dalla raccolta di racconti LìAleph del 1949), nella quale Borges compie una riflessione sulla diversità, sulle apparenze, sulle finzioni – termine prettamente borgesiano!

Un altro brano proposto dal relatore è The Unending Gift, poesia dalla raccolta Elogio dell’ombra del 1969. Il testo sottolinea l’importanza della promessa, che diventa immortale e più importante dello stesso oggetto promesso nello specifico, un quadro.

Ultima poesia che ricalca questa tematica è Le cose, contenuta sempre nella su menzionata raccolta: il titolo è davvero insolito, la scelta del termine più impoetico, che non specifica l’argomento che verrà trattato, ma lascia il lettore nel vago. In questa poesia Borges, ormai cieco, entra in sintonia con gli oggetti (che definisce senza sguardo, stranamente segreti) che gli sono stati cari in vita, osservando che proprio loro sono destinati ad essere infiniti, diversamente da noi uomini che siamo solo di passaggio.

Nella lirica conclusiva, che dà il nome all’intera raccolta, Elogio dell’ombra, appunto, egli richiama quasi indirettamente Mimnermo e Solone: non sminuisce la vecchiaia, anzi addirittura la considera il tempo della nostra felicità, ritenendo la vita una sorta di viaggio interiore con la morte come capolinea che costituisce l’apice dell’autoconoscenza.

Alla conclusione del suo intervento, Casarino ha evidenziato che nella poesia “congetturale” di Borges ciò che è più importante viene spesso inserito in incisi, che il tono col quale questo autore deve essere letto è quasi un sussurro: Borges non grida e non declama, fenomeno particolarmente raro tra tanta produzione sopra le righe e piena di effetti speciali, alla quale il postmoderno ci ha abituati.

Chi trascura la poesia – e in particolare una poesia così intensa ed intimistica – depotenzia la propria umanità: questa è la riflessione finale offerta dal Professore, che ha concluso la ricca scelta di testi con la lettura de Il complice (da La cifra): il complice lì, come viene rivelato solo nell’ultimo verso, sorta di fulmen in clausula, è il poeta, nostro compagno, nostro sodale, indispensabile cantore e testimone della nostra contraddittoria e fragile umanità.

Due ore a tu per tu con la poesia di dell’autore argentino, illustrata dalla voce di un appassionato che ha reso appassionati tutti noi che lo abbiamo ascoltato.

Bianca Garelli, Floriana Mao, Maddalena Camperi, Alessandro Giacardi
I Liceo Classico “G.B.Beccaria” Mondovì (CN)

Stefano Casarino ed Ernesto Billò (Fotografia di Francesco Parente)

Stefano Casarino ed Ernesto Billò (Fotografia di Francesco Parente)

 

Corso di Letture latine 2014 a Cuneo

Corso di Letture latine 2014 nella Biblioteca Diocesana di Cuneo

San Colombano, dall’Irlanda a Bobbio (614)

Il tema scelto per il ciclo di letture latine che la Biblioteca Diocesana organizza da alcuni anni in collaborazione con i Licei cittadini, fa riferimento agli scritti di san Colombano, il monaco irlandese fondatore del monastero di Bobbio, nel suo 14° centenario di esistenza..

Il ciclo di letture latine si rivolge prima di tutto a studenti di latino dei licei con un corso, intitolato alla memoria dell’ingegner Francesco Roatta, consistente in alcune lezioni e poi in elaborati degli studenti, che, opportunamente valutati, saranno segnalati con un piccolo premio.

Il tema sarà: “San Colombano; un irlandese tra i Longobardi, il suo servizio per il Vangelo e per la cultura classica”, evidenziando il ruolo importante non solo per la vita cristiana e religiosa del periodo, ma anche il grande servizio per il mantenimento della cultura classica verso il mondo medievale.

Le lezioni si svolgeranno presso la Biblioteca Diocesana, nel Seminario Vescovile in Cuneo, via A. Rossi 28, il giovedì pomeriggio dalle ore 15 alle 16,30.

Più dettagliatamente:

  • giovedì 6 marzo 2014: Linee di sviluppo del monachesimo nell’Europa altomedivale, d. Gian Michele Gazzola e prof. Arturo Rosso;
  • giovedì 13 marzo: La vita di San Colombano scritta da Giona di Bobbio, prof.sa Gabriella Rosso;
  • giovedì 20 marzo: “Carmina” e scritti classici di san Colombano, prof.sa Monica Gallanti;
  • giovedì 27 marzo: Dalle Lettere di San Colombano, prof. Arturo Rosso.

Queste lezioni sono aperte al pubblico ed è gradita la presenza di quanti possono coltivare questi interesse culturali e religiosi.

Per il testo del bando degli studenti e per informazioni, rivolgersi alla Biblioteca Diocesana al pomeriggio da lunedì al venerdì, tel. 0171 649336, o consultare il sito della stessa Biblioteca: www.diocesicuneo.it/biblioteca.

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Lezioni di Lisi, Reeve e Canfora a Torino

Si segnalano le seguenti lezioni che si terranno presso l’Università degli Studi di Torino:

Martedì 11 febbraio 2014, Ex Sala Lauree di Lettere (Palazzo Nuovo)

Ore 10
Francisco Lisi (Univ. Carlos III – Madrid)
Che c’è di nuovo nella Politica di Aristotele?
(conferenza in inglese, dibattito in italiano)

Ore 15,30
Michael Reeve (Emeritus Kennedy Professor of Latin – Cambridge)
Il Florilegium Angelicum e il De moribus pseudo-Senecano.

Venerdì 28 febbraio 2014, Ex Sala Lauree di Lettere (Palazzo Nuovo)

Ore 9
Luciano Canfora (Emerito – Univ. Bari)
Aristofane contro Platone

Conferenza del prof. S. Casarino su J. L. Borges

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Su invito del Prof. Ernesto Billò, Direttore dell’UNIDEA (Università degli Adulti) di Mondovì, il prof. Stefano Casarino terrà una relazione su

J. L. BORGES: “la letteratura è una delle forme della felicità

giovedì 20 febbraio 2014 alle ore 15

Sala Comunale delle Conferenze di Mondovì

Amico dell’attuale Pontefice, Borges è stato una delle più originali e profonde voci della poesia e della prosa del Novecento.

Creatore di una personalissima simbologia (la Biblioteca – il suo luogo di elezione; il labirinto; la tigre; gli specchi; ecc.) e commosso cantore della sua Buenos Aires, ha conciliato in modo straordinario l’impressionante erudizione e la spiccatissima sensibilità, i toni della lirica e quelli dell’epica, spaziando in generi diversi, dalla critica letteraria al racconto giallo, dalla traduzione al racconto fantastico.

Dagli anni Cinquanta in poi è stato costantemente indicato come candidato al Premio Nobel per la letteratura, che non gli venne però mai assegnato.

Ha esercitato una forte influenza su molti altri importanti autori: Italo Calvino, Umberto Eco, Paul Auster, ecc.

La frase scelta come titolo è l’epigrafe che egli volle sulla propria tomba a Ginevra.

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