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Monthly Archives: ottobre 2014

L’ARTE DELLA PAROLA IN CONTESTO GIURIDICO

Venerdì 24 ottobre 2014 nell’Aula Bruno del Liceo Classico “G. B. Beccaria” (Mondovì, Piazza IV Novembre) si è tenuta la Seconda Sessione del Convegno Monregalese L’arte della parola tra antichità e mondo contemporaneo, prosecuzione degli incontri svoltosi durante la scorsa primavera sulla “buona retorica” ed organizzata dalla Delegazione AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica) di Cuneo, in collaborazione con I Licei di Piazza, il Comitato Locale della Dante Alighieri, l’Unidea, il Centro Studi Monregalesi e con il patrocinio della Città di Mondovì. L’incontro, aperto al pubblico, ha visto una grande partecipazione, in particolare di alunni e di docenti – attuali ed ex – dei Licei di Piazza.

Le riflessioni dei tre relatori sono state introdotte dall’intervento del Prof. Stefano Casarino, Presidente dell’AICC di Cuneo, e sono proseguite con la relazione del Prof. Stefano Sicardi, Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Torino, e con quelle dei Proff. Massimo Cavino, Docente di Diritto Costituzionale presso l’Università del Piemonte Orientale, e Paolo Heritier, Docente di Filosofia del Diritto all’Università di Torino.

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Rassegna stampa (25/10/2014)


L’Europa, questa sconosciuta? Forse non più…

(“L’Unione Monregalese”, n. 40 del 22/10/2014, p. 2)

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Casarino: «La potenza della cultura per essere e sentirsi europei»

(“Provincia Granda”, n. 39 del 24/10/2014, p. 3)

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“L’arte della parola tra antichità e mondo contemporaneo”

(“Provincia Granda”, n. 39 del 24/10/2014, p. 3)

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(“L’Unione Monregalese”, n. 40 del 22/10/2014, p. 2)

L’Europa, questa sconosciuta? Forse non più…

MONDOVÌ

(c.a.) – “Europa, questa sconosciuta?”. Beh, per i molti ragazzi delle Superiori che venerdì scorso hanno gremito sala “Baretti” a Breo forse non è più così lontana o vaga. Perché – all’interno dell’iniziativa “I Nodi di oggi”, ormai in piedi da cinque anni a questa parte – si è avuta un’occasione ghiotta per saperne di più ed anche in modo vivace e coinvolgente. Infatti l’Europa è l’orizzonte pressoché inevitabile, in particolare per le nuove generazioni. Non si può starci dentro distratti o sbadati. E’ la nostra “casa” comune. In essa ci si deve orientare, anzi in essa ci si deve trovare a proprio agio. Franco Chittolina, giù funzionario a Bruxelles alla Unione Europea, ed attualmente presidente di A.P.I.C.E. (Associazione per l’incontro di culture in Europa), ha ripercorso gli ultimi settant’anni di storia continentale per ribadire che, dopo due guerre disastrose nella prima metà del ‘900, si è avuto il coraggio di scommettere su un tempo di pace e di cooperazione, quasi fosse un azzardo rispetto ai secoli precedenti, ma che tutt’oggi è l’orizzonte incoraggiante in cui ci ritroviamo. Ancorché ai confini non tutto sia tranquillo, come dimostrano i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente. L’Europa di adesso comincia il 9 maggio ’50 con l’appello dei leaders francesi Monnet e Schuman ai tedeschi per avviare un asse di collaborazione, poi seguito dall’avvio della Comunità del carbone e dell’acciaio composta dai primi sei Paesi in cordata (Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo). Poi tutti gli altri passi – alcuni anche a vuoto come nel ’53 con la Comunità europea di difesa che mai è decollata –, come quando nel 2004 si è deciso di darsi una Costituzione europea poi bocciata dai referendum di Francia d Olanda. Con momenti complessi nell’89 alla caduta del muro di Berlino, e poi nel’91 alla dissoluzione dell’Unione Sovietica ed al frantumarsi del blocco attorno all’URSS… Adesso l’Unione Europea è composta da 28 Paesi. Per cinque anni non si dovrebbero prevedere new entry. Ma la forza di attrazione resta alta, nonostante tutti i problemi che si riscontrano strada facendo. E’ un sogno che deve sempre ritrovare solidità – ha ricordato Franco Chittolina – per crescere ancora, senza diventare un incubo.

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APICE e AICC: incontri tra passato, presente e… futuro

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APICE sta per festeggiare dieci anni di vita: l’Associazione Per l’Incontro delle Culture Europee, il cui Presidente è l’amico Franco Chittolina, ha come sua missione – usiamo pure il termine italiano, di caldo sapore mazziniano – quella di contribuire a far crescere e maturare una comune e solida coscienza europea in tutti coloro che di “cultura” a vario titolo si occupano: il mondo della scuola in primis, ovviamente, ma anche e particolarmente altre Associazioni culturali, tra le quali, a parere di chi scrive, non può non figurare anche la nostra AICC cuneese, l’Associazione Italiana di Cultura Classica.

Come meglio, infatti, si potrebbe realizzare e potenziare l’incontro interculturale se non partendo da quella classica, tradizione e patrimonio comune del nostro caro Vecchio Continente? Una stretta collaborazione, un’autentica sinergia tra APICE e AICC può dare vita a molteplici e svariate iniziative (conferenze, seminari, visite guidate, ecc.), raggiungendo un numero ancora maggiore di persone, realizzando di fatto la saldatura tra un passato – lontano nel tempo ma concettualmente ed idealmente vicino – e il nostro presente, denso di problemi e di sfide. Ai Greci, che inventarono il termine stesso di “Europa” e l’idea (e la pratica!) imprescindibile di “democratica”, e ai Romani, che lasciarono l’impronta indelebile delle loro strade e delle loro leggi, noi Europei dobbiamo davvero tanto: linguisticamente, concettualmente, spiritualmente.

Il mio personale auspicio è che, ragionando assieme, scambiandoci idee e suggestioni, APICE e AICC cooperino perché la conoscenza del passato si traduca in lezione valida per il presente, perché il nostro essere e sentirci Europei avvenga nella consapevolezza di avere tutti radici comuni da cui trarre ancora oggi linfa vitale.

Stefano Casarino

Presidente Delegazione di Cuneo A.I.C.C.

Incontri sulla traduzione a Torino

Tradurre perché? Tradurre per chi? Lingue e culture classiche alla prova

In previsione della Summer School in “Nuove prospettive sull’insegnamento delle materie classiche nelle scuole” del 2015 e nell’ambito Protocollo di Intesa con il MIUR per la promozione della cultura classica, nel mese di Novembre l’Associazione “Antropologia del Mondo Antico” e il Centro AMA dell’Università di Siena, in collaborazione con la Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica del MIUR, hanno organizzato tre incontri, in tre sedi diverse, aperti ai docenti del liceo sul tema: “Tradurre perché? Tradurre per chi? Lingue e culture classiche alla prova”.

Di seguito il calendario degli appuntamenti:

SIENA – SABATO 22 NOVEMBRE Aula Magna del Liceo Piccolomini (Prato S. Agostino, 2- Siena)
con: Maurizio BETTINI, Simone BETA, Alessandro MONTIGIANI, Simona MICHELETTI

TORINO – SABATO 29 NOVEMBRE Aula Magna del Liceo Alfieri (Corso Dante Alighieri, 80 – Torino)
con: Andrea BALBO, Ermanno MALASPINA, Luigi SPINA, Tommaso BRACCINI, Pietro CAPPELLETTO, Gabriele GALEOTTO

BENEVENTO – SABATO 29 NOVEMBRE Aula Magna del Liceo Giannone (Piazza Risorgimento, 4 – Benevento)
con: Mario LENTANO, Donatella PULIGA, Raffaele SIMONE, Olga CIRILLO

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 10 alle ore 17 e prevedono nel corso della mattina degli interventi frontali e nel pomeriggio Laboratori animati da docenti a cui seguirà un momento conclusivo.

Per questi incontri è stato chiesto al MIUR l’esonero per i partecipanti.

Da Torino a Cartagine. Le origini del peplum

Da Torino a Cartagine. Le origini del peplum

27-31 ottobre 2014

L’Università di Torino, attraverso il Dipartimento di Studi Umanistici, e il Museo Nazionale del Cinema propongono un ciclo di film muti torinesi di argomento classico, restaurati dal Museo. Tre appuntamenti per rileggere e riassaporare l’antichità in modo originale, alla ricerca di prospettive di interazione fra la settima arte e il mondo del mito e della storia (in particolare quella dei primi anni del Novecento torinese). Le proiezioni sono precedute da brevi introduzioni affidate a esperti del settore e sono accompagnate dal vivo al pianoforte da Elisa Bonavero. L’iniziativa è finanziata dall’Ateneo di Torino e dalla Compagnia di San Paolo.

Luigi Maggi
Gli ultimi giorni di Pompei
(Italia 1908, 17’, 35mm, b/n)
Versione cinematografica del romanzo di Bulwer-Lytton, pubblicato nel 1834. Primo esempio di peplum italiano, prodotto dalla Società Anonima Ambrosio, che lo esportò con grande successo in tutto il mondo.
Lun 27, h. 20.30

Giovanni Pastrone/Romano Luigi Borgnetto
La caduta di Troia
(Italia 1911, 32’, 35mm, col.)
Dall’Iliade di Omero, il primo lungometraggio dell’Itala Film di Giovanni Pastrone, che deluse una parte del pubblico italiano conquistando invece consensi unanimi a livello internazionale.
Lun 27, h. 20.45

Eleuterio Rodolfi
Gli ultimi giorni di Pompei
(Italia 1913, 106’, 35mm, col.)
Remake ‘lungo’ del film di Maggi, sempre targato Ambrosio. Nello stesso anno anche la Pasquali & C. realizzò un film tratto dallo stesso romanzo, scatenando una vera e propria battaglia legale che terminò con un processo perso dall’Ambrosio.
Mer 29, h. 20.30

Giovanni Pastrone
Cabiria (ed. sonorizzata)
(Italia 1931, 138’, 35mm, col.)
Dopo il tramonto del cinema muto, Pastrone realizzò una versione sonorizzata del suo capolavoro affidando la composizione delle musiche ai Maestri Avitabile e Ribas. Il restauro del 2006 ha permesso di evidenziare le importanti differenze tra le due versioni.
Ven 31, h. 20.30

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