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Monthly Archives: luglio 2015

Celebrazione savonese per i 750 anni di Dante… Davvero ben portati!

Su iniziativa del Comitato Savonese della “Dante Alighieri”, in collaborazione con la Delegazione di Cuneo dell’A.I.C.C. e segnalata da “La Stampa” del 23.07.2015, si è organizzata una “Grande Serata Dantesca” a Savona, nella Sala della Sibilla sulla Fortezza del Priamar venerdì 24 luglio alle ore 21. Finalità dichiarata: quella di celebrare la ricorrenza dei 750 anni della nascita di Dante Alighieri, come già fatto in tante altre città italiane, ma ricorrendo ad una formula originale, già in parte sperimentata a Mondovì con la riuscitissima Vijà del 12 giugno scorso.

FOTO 2 Sala Sibilla SV, 24.07.15

Il programma della serata, attentamente curato dalla Dr.ssa Anna Maroscia, ha compreso momenti musicali, lettura di brani della Divina Commedia e commento a due voci, tutte “fasi” perfettamente alternate.

In apertura, I Piccoli Cantori della Scuola Yamaha, diretti da Liana Caudullo, hanno eseguito l’Inno della Dante Alighieri; poi, la Dr.ssa Maroscia ha sinteticamente illustrato la mission dell’Associazione da lei presieduta e fornito indicazioni circa lo svolgimento della serata.

Per la parte di musica antica è stato protagonista l’Ensemble “Pro Musica Antiqua”- Emilio Pernici alla bombarda, Orsolina Gnan al trombone, Gaetano Conte alla dulciana, Mauro Castellano al clavicembalo col soprano Maria Catharina Smits – che ha proposto brani dal Medioevo al Rinascimento. “Pezzi” musicali più vicini ai giorni nostri e certamente più accattivanti sono stati scelti e proposti dalla voce e dalla chitarra di Ferdinando Molteni, che li ha anche brevemente presentati, fornendo spunti e stimolanti “provocazioni” al commento successivo dei due relatori: si è passati dalla rara “Alighieri” di Roberto Vecchioni alla più nota “Compagno di scuola” di Antonello Venditti per concludere coi “Canti di San Francesco” di Angelo Branduardi.

FOTO Sala Sibilla SV, Dante 24.07.15

Del sacrato poema la calda voce di Giuseppe Benzo ha proposto con ottima dizione i brani di Ciacco e di Nicolò III dall’Inferno, quello di Oderisi da Gubbio dal Purgatorio e quello di S.Francesco dal Paradiso.

Il commento è stato affidato, come detto, alle due voci di Stefano Casarino e di Arturo Ivaldi: in una sorta di “dittico” tra antico e moderno e in costante alternanza, il primo ha curato gli aspetti filologici, di contestualizzazione e di concettualizzazione dei brani, insistendo sull’inimitabilità dantesca, con citazioni di Eliot e di Bloom, sulla sua “facilità” – una volta, beninteso, decifrata la sistematica allegoria che tutto regola –, sulla fortuna che noi Italiani abbiamo nel poter attingere direttamente a quei versi – un solo esempio: che diventa, in lingua diversa dall’italiano, quel “pappo e dindi” di cui parla Oderisi?! – e sul fatto che, da classico autentico, Dante continua a parlare direttamente a noi “abitanti” del 2015 e a scuotere le nostre coscienze; al secondo è toccato mettere in luce quanto sia facile “attualizzare” Dante: la sua veemente critica contro la corruzione, sia dei laici che degli ecclesiastici, –come non pensare all’attuale “Mafia capitale” o , poco prima, alla “Roma ladrona”?! –, contro il consumismo e le facili mode, il suo richiamo ai valori dello spirito e dell’essenzialità, al “farsi pusilli” – e solo ora, dopo secoli di Papato, abbiamo un pontefice che ha osato assumere il nome di Francesco! –: sono tutti aspetti che non possono non colpire, e molto, un lettore odierno.

FOTO 4 Sala Sibilla SV 24.07.15

Il folto pubblico, che ha riempito la bellissima Sala della Sibilla, ha mostrato di gradire molto la serata con frequenti e calorosi applausi.

A conclusione, a suggellare il supremo concetto dell’”ineffabilità” e a rimarcare la straordinaria grandezza del Poeta che in versi cerca di descrivere il divino, si è proposta la lettura dei primi versi del c. XXXIII del Paradiso, la celeberrima Preghiera alla Vergine di S. Bernardo, e la mirabile trasposizione lirico-musicale fattane da Giuseppe Verdi: non poteva esserci conclusione migliore per dire tutti assieme “Buon Compleanno” all’immortale Poeta.

FOTO 3 Sala Sibilla SV 24.07.15

Stefano Casarino

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L’imbroglione, o delle brame degli uomini

Pubblichiamo una recensione dello spettacolo “Pseudolus, l’imbroglione”, ospitato all’interno delle “Ferie di Augusto 2015”. La rassegna è patrocinata dalla Delegazione di Cuneo dell’Associazione Italiana di Cultura Classica. Per maggiori informazioni: www.feriediaugusto.it.

Miles Acampa GradaboscoL’imbroglione, o delle brame degli uomini

Sabato 25 luglio 2015, nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Bene Vagienna (CN), a conclusione della decima edizione del festival Le ferie di Augusto, i giovani della Compagnia Torino Spettacoli hanno portato in scena L’imbroglione con la regia di Girolamo Angione.

L’adattamento dallo Pseudolus plautino, curato da Angione e da Gian Mesturino, preserva gli elementi caratterizzanti del commediografo latino in una versione che la attualizza strizzando l’occhio alla contemporaneità.

Se l’azione prende l’avvio dal desiderio amoroso del giovane Calidoro per la cortigiana Fenicia, il suo motore è senz’altro la calliditas del servo Pseudolo, che sfrutta ai propri fini l’avidità del lenone Ballione, l’avarizia del vecchio Simone, la dabbenaggine del miles Arpace. Gli imbrogli del servus currens, che prendono forma spontaneamente (come il servo-poeta confessa, in uno dei canonici momenti metateatrali), sono messi in atto in collaborazione con Scimmia, schiavo di un amico di famiglia, e sua sorella Selena (personaggio non plautino, che offre spunti di comicità romanesca), ma soprattutto vanno a segno per la scarsa accortezza degli antagonisti: come più volte ripete Pseudolo mentre tesse la trama dei propri inganni, mai sottovalutare la stupidità degli uomini.

La brama di denaro che pervade questo mondo coinvolge anche i due personaggi femminili (Fenicia, che nella commedia di Plauto rimaneva sullo sfondo, diventa a tutti gli effetti coprotagonista, attingendo dal repertorio del tipo della cortigiana) e l’altro servo. Solo Calidoro e Pseudolo sembrano esserne esenti: ma mentre il primo è dominato da un’altra brama (l’eros, per il quale tuttavia egli è messo in ridicolo come poco virile), il secondo sembra aspirare, piuttosto, al soddisfacimento di semplici piaceri (come un paio di sandali nuovi, o una vacanza a… Borghetto Santo Spirito). Il maggior piacere per Pseudolo risiede tuttavia nell’atto stesso dell’inganno, nella sfida alle difficoltà apparentemente insormontabili, nella creazione dal nulla di mondi alternativi che modificano la realtà per mezzo della propria intelligenza.

Si apprezza, in questo Imbroglione, l’intento di riprodurre la vivacità del linguaggio caratteristica della commedia latina con doppi sensi, metafore, lazzi, giochi di parole. Le parziali innovazioni apportate al sistema dei personaggi e all’intreccio, le battute che alludono al nostro tempo, gli intermezzi musicali non stravolgono il carattere della commedia di Plauto, permettendole di continuare, ancora oggi, a farci ridere e sorridere.

Lo spettacolo andrà ancora in scena al Teatro Erba di Torino dal 17 al 19 ottobre 2015.

Silvia Fenoglio (Liceo classico Bodoni, Saluzzo)

DANTE ALIGHIERI – 750 anni ben portati. Serata Savonese

Venerdì 24 luglio a Savona la Società Dante Alighieri organizza, in occasione del settecentocinquantesimo anniversario della nascita di Dante, una “grande serata dantesca”: magnifica cornice sarà la Sala della Sibilla, nella fortezza del Priamar, che ospiterà gli interventi del nostro presidente Stefano Casarino e del professor Arturo Ivaldi, oltre alle lecturae dantis e a piacevoli esibizioni musicali.

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