AICC Cuneo

Home » 2016 » aprile

Monthly Archives: aprile 2016

SETTIMANA AICC A MONDOVI’

UNA CULTURA, DUE SAPERI

DIALOGO E SINERGIE TRA LETTERATURA E SCIENZA

20160412_144505_HDR

RESOCONTO DELLA PRIMA GIORNATA: martedì 12.04.2016

Letteratura e scienza sono davvero due culture nettamente separate tra di loro?

E’ stata questa la domanda a cui la Delegazione di Cuneo dell’AICC ha cercato di rispondere in occasione del Convegno iniziato martedì 12 aprile, tenuto presso l’Aula Bruno del Liceo Vasco-Beccaria-Govone a Mondovì. I lavori hanno avuto inizio con l’intervento introduttivodel Prof. Stefano Casarino, Presidente della Delegazione, intitolato “La cultura che dialoga: sinergie tra sapere narrativo e sapere scientifico”: il relatore ha sostenuto fermamente che alla base dei due saperi in realtà vi è una sola logica, nonostante letteratura e scienza siano da tanto tempo considerate inconciliabili. A dimostrazione di questa tesi riporta la posizione di Dario Antiseri ne “Tradurre Tacito è fare ricerca”, articolo uscito sul supplemento domenicale de Il Sole XIX il 23.02.2003: uno studente che cerca di risolvere un problema matematico impiega lo stesso metodo di chi traduce una versione di latino o di greco; come in un problema si è chiamati a scegliere tra vari metodi di risoluzione quello che sembra più adatto, così si deve fare anche quando si traduce, perché una versione è paragonabile ad una sorta di puzzle dove ogni tessera ha la sua collocazione precisa; sta allo studente risolvere il puzzle trovando per ogni parola il significato che più si addice in riferimento al contesto.

D’altronde, prosegue Casarino, il mondo classico non conosceva questa separazione tra sapere scientifico e narrativo: il sapiente indagava tutti i tipi di sapere per poterli comprendere al meglio, come avviene per i presocratici, per Platone, per Aristotele…

Questa divisione è nata in periodi molto più recenti, è figlia del Romanticismo ottocentesco.

Se esiste una divisione tra tipi di sapere è quella che distingue il sapere definitivo e il sapere problematico, ma questa divisione è presente sia nella letteratura che nella scienza e – dice poi Casarino – il sapere definitivo è da evitare poiché è “non-sapere”: se l’uomo nella sua storia è riuscito a realizzare le scoperte che gli hanno permesso di evolvere fino ai nostri giorni è per la sua naturale inclinazione a porsi domande sia riguardo ai fenomeni scientifici sia ai problemi esistenziali. Questa tesi è sostenuta da Carlo Rovelli in Che cos’è la scienza? La rivoluzione di Anassimandro, testo recentissimo, del 2014, in cui l’autore paragona il sapere scientifico ad un’appassionata esplorazione di mondi sempre nuovi. Tale esplorazione nasce infatti dalla consapevolezza che ha l’uomo dell’estensione della propria ignoranza, quella stessa consapevolezza che gli permette di mettere sempre in dubbio quello che sa sul mondo e poter così continuare ad imparare: in Rovelli è evidente una forte derivazione socratica, ma Socrate qui è collegato al sapere scientifico, a dimostrazione del fatto che la cultura nasce dall’incontro tra letteratura e scienza e non dal loro scontro.

Secondo Adriano Farano ­– come riportato nell’ intervista Il mio successo in Silicon Valley, Il Sole 24 ore, 29.09.2015 –la scienza, come la letteratura, sta cercando di fare scoperte avendo l’uomo come obiettivo principale, come faceva la filosofia umanistica: ciò è nettamente visibile dallo sviluppo della tecnologia, tutta volta a migliorare la vita dell’uomo. Afferma Farano: Per ogni ingegnere Adriano Olivetti era solito assumere un laureato in materie umanistiche. Olivetti e Steve Jobs non si sono mai incontrati ma la pensavano allo stesso modo: la creatività, motore della crescita economica, nasce dall’incontro tra sensibilità umanistica e genio scientifico.

Il relatore prosegue poi citando alcuni esempi di incontro, di “sinergia”, tra letteratura e scienza in ordine cronologico, iniziando dal frammento 122 W. di Archiloco: in questo testo l’autore descrive la prima eclissi di sole mai documentata nella storia occidentale, datata 6 aprile 648 a. C. Qui la letteratura si mette al servizio del sapere scientifico e l’autore sostiene che dopo aver visto l’eclissi niente sembra più impossibile. Passando poi alla letteratura latina, il Professore cita Lucrezio che parla di atomismo: il concetto stesso di “atomo” per essere scoperto ha richiesto una grande capacità di astrazione in un’epoca in cui certamente non esistevano i microscopi. Nel De rerum natura l’autore diventa poeta della scienza parlando della polvere, del pulviscolo atmosferico che si può vedere quando un raggio di luce filtra in una stanza, per visualizzare il moto degli atomi e afferma con chiarezza che è dal piccolo che si può conoscere il grande: concetto che ci fa pensare all’induzione scientifica. Viene poi citato Balzac, il padre del romanzo moderno, che si interessa agli studi di Buffon, il padre del concetto di habitat. Ed infine, in una sorta di dittico, Casarino cita La coscienza di Zeno di Svevo – che tien conto e parodizza la psicoanalisi freudiana – e La coscienza di Andrew di Doctorow, che trae spunto dal cognitivismo e determina il superamento del postmoderno.

Si prosegue poi con l’intervento della Prof.ssa Raffaella Cresci dal titolo “La scienza a teatro”: la relatrice rimarca la funzione educativa e formativa del teatro ateniese che riportava le scoperte scientifiche del tempo e informava il suo pubblico; ciò è particolarmente evidente nella tragedia, in cui le “novità”scientifiche venivano inserite nella vicenda mitica dando di esse una comunicazione immediata. Esempio illustre sono “Le nuvole” di Aristofane, testo in cui l’autore fa trasparire immediatamente , sia pure attraverso la deformazione comica, i pregi e i difetti della dialettica sofistica, in particolare gorgiana, che giunge a relativizzare ogni valore al punto da legittimare le percosse inflitte dal figlio all’anziano genitore. Ma è Prometeo che, più di tutti, incarna il prototipo dell’inventore/scienziato che ha trovato rimedio a tanti mali dell’umanità ma non è in grado di salvare se stesso: simbolo immediatamente percepibile della doppiezza della scienza stessa, condizione necessaria ma di per sé non sufficiente dell’agire umano. Molte osservazioni sono dedicate poi all’appropriazione della diagnostica medica nel linguaggio e nella rappresentazione tragica: Ippocrate calca anche lui indirettamente la scena!

Ha chiuso la giornata l’intervento del Prof. Franco Russo: dopo un commosso ricordo del caro amico e collega, Prof. Arturo Rosso – uno dei “padri fondatori” della Delegazione cuneese dell’AICC purtroppo recentemente scomparso –, il relatore ha argutamente “giocato” col titolo di un’enciclica papale e con le categorie di “fides” e “ratio”, equiparando con convincenti argomentazioni e gradevole humour la prima al sapere umanistico e la seconda al sapere scientifico e concludendo salomonicamente con un pareggio tra le due, sostanziato però da una sorta di amore devozionale per il primo e di ammirato rispetto per il secondo.

Matteo Comino

III Liceo Classico Mondovì (CN)

20160412_144240_HDR

RESOCONTO SECONDA GIORNATA giovedì 14.04.2016

Nel pomeriggio di giovedì 14 aprile nell’ Aula Bruno del Liceo Classico “Beccaria” di Mondovì, si è tenuta la seconda giornata della sessione primaverile del Convegno 2016 dell’AICC di Cuneo, nella quale si sono susseguiti gli interventi dei Professori Luca Maddaloni, Giovanni Stefano Lenta e Paolo Lamberti, introdotti e moderati dal Prof. Stefano Casarino, organizzatore dell’evento.

Ad iniziare i lavori è stato Maddaloni, la cui relazione era incentrata sulla figura di un grande neurologo e psichiatra venuto a mancare recentemente (il 30 agosto 2015), Oliver Sacks – autore di testi che hanno avuto notevole risonanza quali L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (1986), Risvegli (1987), L’isola dei senza colore (1997) e Allucinazioni (2013) – il quale rappresenta un perfetto esempio di come in una sola persona possano convivere sia la passione scientifica che il talento narrativo. Sacks per tutta la vita, spinto anche da forti influenze familiari, nutrì uno spiccato interesse per la chimica, attività che praticava nel laboratorio che lui stesso aveva predisposto sul retro della casa, dove trascorreva le sue giornate giocando fra le gradazioni di colore più affascinanti, i profumi più diversi e sperimentando diverse reazioni chimiche – alcune di queste mostrate dallo stesso Prof. Maddaloni durante il suo intervento mediante l’ utilizzo di video oppure “in diretta”, con esperimenti di immediata riuscita e graditi dal numeroso pubblico che li ha prontamente applauditi – per poi dedicarsi infine alla neurologia ed alla psichiatria.

Sacks riesce con una sorprendente abilità narrativa a “mettere per scritto i suoi interessi”, dando vita a dei capolavori che uniscono le sue passioni più grandi, le sue ricerche in ambito scientifico e alcuni elementi della sua biografia, come è emerso con affascinante chiarezza dalla lettura che il relatore ha proposto di “Zio Tungsteno. Ricordi di un’infanzia chimica” (2001).

Nel secondo intervento il Prof. Paolo Lamberti, servendosi di numerose citazioni, ha spiegato come anche nelle opere di grandi autori della letteratura italiana quali Giacomo Leopardi, possiamo ritrovare l’ interesse per il sapere scientifico (citando opportunamente brani dalle Operette Morali e dallo Zibaldone) e come scienziati del calibro di Galileo Galilei si siano dedicati alla critica letteraria (con felicissime intuizioni sulla fantasia ariostesca), alla composizioni di sonetti e di arguti anagrammi.

Infine, il Prof. Lenta ha trattato dell’ opera senecana Naturales quaestiones, dove vengono affrontati alcuni fenomeni naturali quali i venti, i terremoti o le stelle comete e ha sviluppato il tema del parallelismo fra i due ambiti della cultura presi in analisi, citando persino un episodio della serie tv “The Simpson”, in cui una delle protagoniste costruisce una sua personale macchina del moto perpetuo. Il discordo è proseguito con la citazione di Entropia di Thomas Pynchon, con Le Cosmicomiche di Italo Calvino, strutturate in dodici racconti, di cui ognuno inizia con un enunciato scientifico, e con Il sistema periodico del “chimico” Primo Levi che ripetutamente, sia in Se questo è un uomo che ne I sommersi e i salvati, afferma di dovere proprio alla conoscenza della chimica la sua sopravvivenza nel e dal lager.

Tutti e tre i relatori hanno quindi efficacemente dimostrato come le interazioni tra “scienza” e “letteratura” siano state più frequenti di quanto si pensi e possano (anzi, debbano!) continuare ad esserci un benefico reciproco effetto.

Chiara Sannito

III Liceo Classico Mondovì (CN)

Il Liceo di Mondovì incontra.. Schiller a Genova

IL LICEO DI MONDOVÍ INCONTRA…SCHILLER A GENOVA

Domenica 17 aprile, presso il Teatro Alla Corte di Genova si è tenuta al pomeriggio la rappresentazione della tragedia di Friedrich Schiller “Amore e Intrigo” (“Kabale und Liebe”, nel titolo originale). Uno spettacolo davvero eccelsa, con un cast straordinario. Personalmente mi ha molto colpito l’attore che ha recitato la parte del giovane Ferdinando, in particolare nell’ultimo atto, al culmine del furioso delirio. Ottimi anche i padri dei due protagonisti, centrali nella tragedia, che hanno saputo interpretare bene i due diversi, opposti caratteri, volti ad ostacolare, l’uno per un motivo, l’altro per un altro, il matrimonio tra Ferdinando stesso e la giovane Luisa Miller. E’ da sottolineare anche la rappresentazione dello spassoso maresciallo von Kalb: costui ha saputo davvero farsi notare, soprattutto per la sua bravura nell’alleggerire la tensione con esilaranti parti di dialogo.

c9577eebb22c9eb703257fd75cbfab2a

Il dramma, scritto dal giovane Schiller nel 1784, è tutto incentrato sull’incontro e, soprattutto, sullo scontro di due classi sociali: se infatti Ferdinando appartiene alla ricca nobiltà, la sua amata Luisa è una piccola e povera borghese. Anche se l’amore tra i due è vero e puro, il padre di Fernando, il potentissimo von Walter, non è per nulla favorevole alle nozze e decide che suo figlio dovrà sposare Lady Milford, l’amante del Duca, e annuncia l’imminente matrimonio al popolo, così che il giovane Ferdinando non possa tirarsi indietro. Nonostante ciò, il ragazzo persiste nel suo intento di sposare Luisa e minaccia il padre di smascherare l’antico delitto che egli commise e che gli ha permesso di salire al potere, causando probabilmente con tale denuncia la sua condanna a morte.

Il padre, però, viene aiutato dal suo perfido segretario (Wurm, nome quanto mai rivelatore, giacché significa in tedesco “verme”), cui Luisa era stata promessa in moglie da Miller, il “musicus” padre della giovane. Wurm suggerisce un inganno (l’ “intrigo” del titolo), per far perdere la fiducia del figdi Ferdinando lio nei confronti della ragazza.

Non è il caso, qui, di raccontare come prosegue la storia, che ha tra l’altro dato vita anche ad un’importante e bellissima opera di Verdi, la Luisa Miller.

Importa, invece, rimarcare come tutte le vicende giungano ad una sorta di tragica catarsi finale: gli innocenti muoiono di morte purificatrice, mentre i colpevoli non fanno altro che accrescere le loro colpe, accusandosi a vicenda e rivelando così tutto il marcio che costituisce il potere.

A tener inchiodati gli spettatori alle poltrone col fiato sospeso e in assoluto silenzio ha contribuito, oltre all’interpretazione impeccabile degli attori di cui già si è detto, la scenografia essenziale (un unico ambiente con tanti strumenti musicali, al centro della scena il pianoforte sul quale quasi tutti gli attori suonavano di volta in volta accordi e passaggi) e una regia intelligente, che ha fatto di Wurm una sorta di malefico demiurgo, imponendogli di scandire ogni momento della vicenda declamando: “Atto Primo, Scena Prima” e poi in rigorosa successione tutte le altre scene e dando anche essenziali indicazioni didascaliche per la comprensione dello svolgimento della trama.

13783bf9c17e61d735921773eaa4d300

Uno spettacolo intenso, riuscitissimo: noi studenti del Liceo di Mondovì ringraziamo di cuore il Teatro Stabile di Genova e i Proff. Stefano Casarino e Federico Demarchi: è la loro piena disponibilità che permette di realizzare il progetto “Teatrando” che ci permette di godere di simili opportunità e di comprendere che il teatro è una delle più fantastiche forme di espressione artistica e di intrattenimento ricreativo.

Federico Viglino

II Liceo Classico – Mondovì (CN)

DALLE SLOT NON NASCE NIENTE: LA GABBIA DELL’AZZARDOPATIA

OK DEF_Loc azzardopatia-page-001

FIORE DI ROCCIA – presentazione a Fossano

Invito Fossano-page-001

Conferenza DANTE ALIGHIERI di Mondovì

Società Dante Alighieri – Comitato di

Mondovì

Conferenza

La Società Dante Alighieri – Comitato di Mondovì organizza una conferenza il 22 aprile 2016, venerdì, alle ore 15.30 nel Salone Comunale delle Conferenze, corso Statuto (accanto al municipio), Mondovì.

A tenerla sarà il prof. Ermanno Malaspina, professore associato di Letteratura Latina all’Università di Torino.

L’ argomento previsto è il seguente:

La gestione della pubblica sicurezza a Roma antica, tra detective stories e “barbari alle porte”: somiglianze con l’oggi?

La conferenza è ad ingresso libero ed aperta a tutti. Sarà possibile iscriversi alla Società Dante Alighieri.

Particolare invito è rivolto a docenti e studenti.

Prof. Paolo Lamberti

Presidente

Comitato di Mondovì

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: